A Roma la presentazione del docufilm “Operazione Batiscafo Trieste” di Massimiliano Finazzer Flory

Scritto il 23/04/2026
da Roberta Damiata

Al Circolo Canottieri Roma un appuntamento tra cinema e storia per raccontare l’impresa del Batiscafo Trieste, simbolo di innovazione italiana e protagonista della conquista del punto più profondo degli oceani durante la Guerra Fredda

Sarà presentato a Roma il nuovo docufilm diretto da Massimiliano Finazzer Flory, intitolato Operazione Batiscafo Trieste. L’appuntamento è fissato per il 23 aprile presso il Circolo Canottieri Roma, in un evento che unisce cinema, storia e divulgazione scientifica. La proiezione sarà preceduta da un incontro con il regista, che accompagnerà il pubblico alla scoperta del progetto e del contesto storico raccontato nel film. L’iniziativa gode del patrocinio del Comune di Trieste ed è sostenuta da Rai Cinema.

Un viaggio nella storia dell’esplorazione degli abissi

Il docufilm ripercorre una delle imprese più straordinarie del Novecento, quella del Batiscafo Trieste, un mezzo subacqueo progettato dallo scienziato svizzero Auguste Piccard. L’obiettivo era ambizioso; esplorare le profondità oceaniche mai raggiunte prima. Il momento più celebre arriva il 23 gennaio 1960, quando il batiscafo tocca il fondo del Challenger Deep, nella Fossa delle Marianne, nell’Oceano Pacifico. Una discesa oltre i 10.900 metri, che segnò un record assoluto per l’epoca e rappresentò una svolta nella ricerca scientifica.

Il contributo italiano al progetto

Nonostante la missione fosse legata anche alla Marina statunitense, il Batiscafo Trieste rappresenta un importante esempio di ingegneria italiana. La sua realizzazione avvenne infatti tra il 1952 e il 1953 nei Cantieri Riuniti dell’Adriatico di Monfalcone e presso le Acciaierie di Terni, mentre la progettazione iniziale fu sviluppata in Svizzera. Il mezzo, lungo circa 15-18 metri, era caratterizzato da una struttura innovativa, un galleggiante riempito di benzina, più leggera dell’acqua, e una cabina sferica in acciaio progettata per resistere a pressioni estreme.

Dalle prime immersioni al record mondiale

Il primo tuffo del Trieste risale al 1953, quando raggiunse quasi 3.200 metri di profondità al largo dell’isola di Ponza, nella Fossa Tirrenica. Ma è nel 1960 che si compie l’impresa destinata a entrare nella storia, a bordo si trovavano Jacques Piccard e Don Walsh, protagonisti di una discesa senza precedenti. Quel primato è rimasto imbattuto per oltre mezzo secolo, fino al 26 marzo 2012, quando il regista canadese James Cameron, con il suo Deepsea Challenger, riuscì a raggiungere il fondale superando di poco il record stabilito dal Trieste.

Tra memoria storica e attualità

Attraverso immagini e narrazione, il lavoro di Finazzer Flory restituisce il valore umano, scientifico e politico di quell’impresa. Non si tratta solo di un racconto tecnologico, ma anche di una finestra su un’epoca segnata dalla Guerra Fredda, con dinamiche e tensioni che trovano riflessi anche nel presente. Particolarmente significativa è la presenza, per la prima volta insieme in un documentario, di Bertrand Piccard e Kelly Walsh, figli dei due protagonisti della storica immersione.

Un evento tra cultura e divulgazione

La serata al Circolo Canottieri Roma inizierà alle 18:30 con il talk introduttivo del regista, seguito dalla proiezione del docufilm. Al termine è previsto anche un momento conviviale con aperitivo, pensato per favorire il confronto tra pubblico e ospiti. La partecipazione è su prenotazione presso la segreteria del Circolo. L’iniziativa si inserisce in un percorso culturale che punta a valorizzare grandi imprese italiane, offrendo al pubblico l’occasione di riscoprire una pagina fondamentale della storia dell’esplorazione e dell’ingegno.