Così cambia la sua vita fuori dal carcere

Scritto il 13/06/2026
da Francesca Galici

Non dovrà tornare in carcere la sera ma dovrà far rientro a casa a un orario prestabilito e non potrà lasciare la regione: ecco come sarà la giornata di Stasi

Da questa mattina Alberto Stasi ha lasciato il carcere di Bollate dove ha trascorso gli ultimi 10 anni e 6 mesi della sua vita e dove, al netto di violazioni, non farà ritorno fino alla fine della sua pena. Il tribunale di Sorveglianza gli ha concesso l’affidamento in prova ai servizi sociali per la restante parte della sua pena, una decisione approvata anche dalla procura Generale di Milano che non ha nulla a che vedere con la domanda di revisione. Stasi sarebbe probabilmente uscito comunque anche senza la nuova indagine e, con ogni probabilità, in quel caso non avrebbe fatto così rumore. È un uomo libero ma non nel senso letterale del termine: è un condannato in via definitiva per omicidio al quale è stato concesso un beneficio di legge in virtù del comportamento tenuto in carcere. Ma per la legge lui è l’assassino di Chiara Poggi.

L’affidamento in prova, stando alle indiscrezioni della giornata di ieri, non prevede per lui attività di volontariato, in quanto la buona condotta in carcere rende superfluo questo passaggio. Continuerà a lavorare come contabile e amministrativo nella società in cui già è impegnato grazie alla semi-libertà, con la differenza che la sera non dovrà rientrare a dormire in carcere ma potrà tornare a casa, che non sarà Garlasco. Stasi non farà ritorno nella casa della madre a poche centinaia di metri dalla villetta della famiglia Poggi dove si è consumato l’omidicio. Ha preso in affitto un piccolo appartamento alle porte di Milano da cui ogni giorno potrà recarsi a lavoro. L’affidamento in prova comporta degli ovvi limiti, come l’obbligo di rincasare entro una certa ora e il divieto di uscire dalla regione se non autorizzato espressamente dal tribunale.

Questa mattina ha lasciato il carcere da un'uscita secondaria riuscendo ad aggirare i tanti giornalisti presenti ad attenderlo, portando con sé solamente il borsone dei suoi effetti personali e lasciando tutto il resto nella cella, affinché possano fruirne gli altri detenuti. “Sapete com'è riservato. Questo riguarda la sua sfera intima, non potrei trasferire esattamente quello che prova”, ha dichiarato l’avvocato Antonio De Rensis, che insieme a Giada Bocellari rappresenta la difesa di Stasi. Gli avvocati non hanno voluto rilasciare ulteriori dichiarazioni e non si sono voluti esporre in merito alla domanda di revisione: non è noto se loro l’abbiano già presentata ma, al contrario, è noto che la procura generale di Milano sta lavorando su quella presentata dalla procura di Pavia.