A sentire Spalletti ma non c'è motivo per non credergli la settimana prossima sarà quella buona per il rinnovo del contratto che lo legherà alla Juventus anche nel prossimo futuro: un biennio per lo meno. "Ci siamo già parlati e andrò a vivere nello stesso condominio di Comolli e Chiellini, così che ci si possa incontrare più facilmente". Morale: la Signora ha ritrovato un pizzico di serenità grazie al 3-3 acciuffato nel finale della sfida contro la Roma e, pur se al momento non sarebbe qualificata per la prossima Champions, vuole immaginarsi "pronta a un gran finale di stagione. I numeri dicono che non siamo dove vorremmo essere e questo deve essere chiaro. Però ci fa piacere percepire la vicinanza dei tifosi e questo ci trascina: guardiamo avanti, con fiducia".
Intanto, al Pisa. Da affrontare e da battere stasera, senza se e senza ma. Evitando quelle titubanze che a gennaio avevano vanificato il possibile vantaggio che la squadra avrebbe ricavato da un calendario sulla carta agevole: nelle prossime quattro sfide dopo i toscani ci saranno Udinese, Sassuolo e Genoa la Juve si giocherà infatti tutte le residue chance di acciuffare il quarto posto. "Non possiamo permetterci cali di tensione dopo tante sfide da dentro o fuori". Ne va del futuro della truppa, obbligata a ritrovare solidità dimenticando quelle amnesie difensive che nelle ultime sette partite le sono costate venti reti subite tra tutte le competizioni: vero che gli attaccanti segnano poco (ma a Udine, tra una settimana, rientrerà Vlahovic che oggi non andrà nemmeno in panchina), vero anche che a volte bisognerebbe rispolverare anche il classico primo non prenderle'. Anche per questo, l'ormai quasi retrocesso Pisa pare il brodino necessario per ritrovare tutte le certezze possibili.

