La strategia della Lega è chiara: Matteo Salvini al ministero dell'Interno per dare un segnale forte ai suoi elettori. A confermare la strategia del Carroccio è il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo che, raggiunto al telefono, è perentorio: "Salvini deve andare al Viminale subito per rispondere con i fatti alla propaganda di Roberto Vannacci!".
Il segretario conta i giorni che lo separano dalle elezioni, mesi importanti. Sente la pressione della base, dei parlamentari tremolanti per il rischio di perdere il seggio se il partito non dovesse raggiungere il 10%. Bisogna dare il massimo per recuperare consenso. Matteo Salvini sa di poter dare risposte immediate ed efficienti in merito alla sicurezza e all'ordine pubblico, ma non perché Matteo Piantedosi non sia in grado di farlo. Per dirlo con le parole delle nostre fonti interne alla Lega "serve uno che sappia fare politica". È questa la linea di tutto il partito. Anche il segretario della Lega giovani Luca Toccalini, impegnato ad organizzare l'evento per i giovani leghisti a Milano Marittima dal 26 al 28 giugno non ne fa mistero. "Può essere una grande opportunità dice il giovane parlamentare - per rafforzare ancora di più il governo in questa fase". Chiediamo: è sicuro che si possa rafforzare il governo o c'è il rischio che si creino fibrillazioni? "Guardi, Salvini ha già dimostrato, in quel ruolo, di avere grande coraggio e determinazione, i cittadini se lo ricordano molto bene. Gli è stata privata la possibilità di tornare al Viminale per colpa di un processo farsa, sarebbe giusto che quel ruolo torni a lui".
D'altronde è andata così, a Matteo Salvini è stato impedito a causa del processo con la Ong spagnola Open Arms di tornare agli Interni. Un processo conclusosi con una piena assoluzione. Nessun sequestro di migranti, ma solo difesa dei confini. Che vuole tornare a proteggere. Ma a che costo?
Qualcuno nel partito esprime qualche dubbio. "Avremmo dovuto concordare l'operazione prima con Giorgia Meloni e poi parlarne, uno scrupolo in più. Ovviamente nessuno vuole andare allo scontro, sia ben chiaro" precisa la nostra fonte. "Io penso che oggettivamente gli ingiusti processi a cui è stato sottoposto Salvini non hanno consentito di riprendere il ruolo che per noi è stato fondamentale per il Paese" ha detto a SkyTg24 il vicesegretario della Lega Claudio Durigon. "Credo che oggettivamente avere un politico in un ruolo così importante dove c'è una carenza di percezione di sicurezza avrebbe sicuramente un effetto maggiore. Non significa che Piantedosi non sta facendo un grande lavoro. Credo che Matteo Salvini sul tema della sicurezza potrebbe incidere molto di più per il governo". E a chi gli chiede se il ritorno di Salvini al ministero dell'Interno potrebbe incidere anche sui consensi risponde: "Se noi facciamo giocare il centravanti a fare il centravanti è più facile che faccia gol, visto che nasce centravanti". Più chiaro di così.
E mentre si prepara il prossimo consiglio federale previsto già per la prossima settimana, dove verrà nominata la nuova squadra, i militanti si mobilitano. A Modena sono scesi in piazza con manifesti e magliette inequivocabili: "Salvini agli Interni, senza paura". Fanno sapere che il 20 e 21 giugno raccoglieranno le firme dei cittadini per chiedere che il loro segretario torni al Viminale. Ce la faranno?

