Crosetto: "Demonizzavano Musk, i mercati lo premiano. Starlink? Ciò che serve va usato"

Scritto il 13/06/2026
da Alessandra Corradi

Il ministro ha analizzato il nuovo exploit di Musk sottolineando gli attacchi ideologici del passato: “Giusto rapportarsi alle sue tecnologie senza sudditanze e pregiudizi”

La quotazione di Space X a Wall Street è stata la più poderosa di sempre, raggiungendo numeri mai nemmeno avvicinati prima, che hanno fatto di Elon Musk il primo trilionario della storia. Tutto oggi sono tornati a incensare l’imprenditore visionario, tutti oggi plaudono al coraggio e alla straordinaria capacità di innovazione. Ma solo pochi mesi fa, per la mera vicinanza con Donald Trump, Musk era diventato un reietto. In Italia c’era perfino chi annunciava di voler vendere la propria Tesla per dissociarsi da lui: e non si parla di discorsi da bar o da social ma di politici di sinistra che hanno fatto questo tipo di dichiarazioni davanti ai microfoni dei giornalisti. Su questo punto, e sugli errori fatti da chi si è lasciato guidare dall’ideologia piuttosto che dalla concretezza del suo lavoro, è intervenuto il ministro della Difesa Guido Crosetto, spiegando quale sia sempre stata la sua posizione in relazione a quanto di sua competenza.

“C’è stato un periodo durante il quale Elon Musk era diventato, soprattutto in Italia, il diavolo e ogni sua azienda radioattiva. Paginate contro di lui e attacchi a chi si avvicinava alle sue tecnologie. Il motivo era esclusivamente ideologico: era amico di Trump, lo aveva appoggiato ed addirittura aveva iniziato a lavorare nel suo Governo. Poi è tornato nel privato e si sono anche placate un po’ le polemiche”, ha ricordato il ministro. “Io non ho mai dato peso alle pretestuose posizioni ideologiche ed a chi mi chiedeva, nella Difesa, come rapportarsi ad esempio con Star Link ho sempre detto: ‘Senza sudditanze e senza pregiudizi. Ciò che ci serve va usato e vanno evitate dipendenze di sovranità. Non facciamoci però influenzare da velleitarismi privi di logica e mentre costruiamo soluzioni nazionali ed europee (molto difficili e molto in ritardo) usiamo il meglio che troviamo sul mercato’. Oggi vedo che lui continua a correre e gli unici che, a distanza, faticano a stargli dietro sono i cinesi”, ha aggiunto.

“Per questo i mercati, che non si muovono per ideologia politica e sono pragmatici, lo premiano. Il mondo che abbiamo davanti cambia a velocità sempre maggiore e non possiamo più permetterci di sprecare tempo. Lui lo ha capito prima di tutti gli altri”, è la conclusione di Crosetto. Un’analisi che dovrebbe portare a riflessioni serie su quanto, oggi, in politica e in economia, il pragmatismo sia stato sostituito in larga parte dall’ideologia. Quanti danni causa questo atteggiamento sul breve ma, soprattutto, sul lungo periodo?