Il nome di Mohammad Hannoun, in carcere dal 27 dicembre in custodia cautelare per l'inchiesta della Procura di Genova sui finanziamenti ad Hamas in Italia, ieri è risuonata anche per le vie di Napoli. «Conferenza internazionale Palestina», si legge sul portale di «Humanity in Focus», associazione «culturale e umanitaria palestinese con sede in Italia» fondata da Ossama Al Jaber, figlio di uno dei fondatori della Abspp, associazione di Hannoun oggi al centro delle indagini genovesi con l'accusa di aver raccolto milioni di euro con la scusa della beneficenza. Soldi che sarebbero però finiti nelle tasche dei terroristi. E se il padre di Al Jaber era vicino ad Hannoun, il figlio non può certo essere da meno, e infatti in foto lo vediamo ritratto in macchina con Mahmoud Hannoun, che oggi, in assenza del padre, tiene le fila delle piazze pro Pal e dell'associazione Api, anch'essa fondata dal sessantenne giordano. Insomma, un giro vicinissimo ad Hannoun quello di «Humanity in Focus», il cui leader Al Jaber ha preso più volte parte a iniziative di Hannoun ed era lui ad accoglierlo quando da Milano si recava a Napoli. Li abbiamo visti abbracciati in Piazza Garibaldi, nel cuore del capoluogo partenopeo, ma anche sui carri di Roma e Milano.
Una vicinanza manifestata anche tramite le varie prese di posizione del gruppo che si è battuto a più riprese per chiedere la scarcerazione degli indagati oggi in cella. Ma, ciò nonostante, volti della politica italiana hanno preso parte a questa iniziativa: tra i relatori figurano Giuseppe De Cristofaro, senatore di AVS, Danilo Della Valle, europarlamentare del Movimento 5 Stelle e Ciro Buonajuto, consigliere regionale della Campania e presidente della Prima Commissione con delega alla Sicurezza. Politica locale, nazionale ed europea, tutti esponenti dell'opposizione, nello stesso contesto di Maria Elena Delia, portavoce della Flotilla in Italia, Thiago Avila, recentemente arrestato in Israele per i suoi rapporti opachi con Hamas e con l'Iran, tanto da essere stato insignito da un premio presso l'ambasciata del regime in Brasile e da aver partecipato al funerale dell'allora leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah.
Presente anche Saif Abukeshek, inserito il 19 maggio nella blacklist del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti che, in conformità con l'autorità antiterrorismo «ha intrapreso azioni contro quattro individui associati alla flottiglia filo-Hamas organizzata
dalla Conferenza popolare dei palestinesi all'estero (PCPA)».
E tra loro c'è proprio Abukeshek. «Saremo a Terni per un presidio nazionale davanti al carcere, in solidarietà con i prigionieri palestinesi e per esigere l'immediata liberazione di Mohammad Hannoun», scriveva il gruppo di Al Jaber a marzo, mentre a dicembre era in piazza per schierarsi con Mohamad Shahin, l'imam di Torino della moschea di Via Saluzzo ritenuto un esponente della Fratellanza Musulmana e un pericolo per la sicurezza nazionale da parte del Viminale, che ne aveva chiesto l'espulsione. Il braccio napoletano di Hannoun si è mosso con il suo leader, Ossama detto Ciro, che ha visto passare per il suo circolo anche l'ex grillino Alessandro Di Battista. Lo stesso Al Jaber che da una delle piazze ha gridato: «La Palestina sarà libera e Israele finirà nella spazzatura della storia». E ora, al posto di Hannoun, ci sono esponenti della sinistra italiana.

