Durante la Design Week milanese, Audi sceglie di raccontare la performance non come esibizione istantanea, ma come risultato di un percorso fatto di studio, precisione e visione. Alla Audi Night ospitata al Portrait Milano, il marchio dei quattro anelli ha trasformato il FuoriSalone in uno spazio di riflessione sul significato contemporaneo della velocità, intrecciando sport, architettura, tecnologia e design. Ne è emerso un racconto corale, in cui il concetto di prestazione si lega a quello di processo, di costruzione paziente, di cultura del dettaglio.
Una serata tra design e pensiero
Per il tredicesimo anno consecutivo Audi presidia la Milano Design Week e, fino al 26 aprile, lo fa con un progetto che mette insieme installazione, dialogo e visione industriale. Al centro c’è “Origin”, realizzata con Zaha Hadid Architects, pensata come luogo di quiete dentro la frenesia urbana, ma anche come invito alla chiarezza in un tempo dominato dall’accelerazione. Accanto all’opera trovano spazio due simboli della nuova frontiera Audi: la monoposto di Formula 1 Audi R26 e la nuova Audi RS 5, modello che porta la tecnologia ibrida plug-in nel mondo Audi Sport.
Alle origini della velocità
È questo il filo rosso del talk “Alle origini della velocità”, guidato da Monica Maggioni con protagonisti Federica Brignone, Stefano Domenicali, Rolf Michl, Michele Pasca di Magliano e Nicola Vicino. La tesi condivisa è chiara: la velocità non coincide con l’immediatezza, ma nasce da preparazione, disciplina e controllo. Brignone ha raccontato il dietro le quinte della prestazione atletica, fatto di allenamento mentale, fiducia e lavoro sul corpo; Domenicali ha ricordato che, persino nella Formula 1, essere davvero rapidi significa saper rallentare nell’istante decisivo per avere il pieno governo del mezzo e della gara.
Dall’auto alla città, la cultura del dettaglio
Nel racconto di Audi, la performance diventa così una categoria più ampia, capace di superare il confine del motore. Per Rolf Michl, il punto non è solo costruire auto veloci, ma rendere la velocità accessibile e quotidiana, emotiva ma sicura. Michele Pasca di Magliano ha riportato il discorso sul terreno dell’architettura, dove innovazione e design si incontrano nella creazione di luoghi pensati per la vita di tutti i giorni. Anche Nicola Vicino, da un osservatorio diverso come quello fintech, ha insistito sulla necessità di semplificare per restituire tempo, mostrando come la prestazione intelligente sia ormai una grammatica comune a mondi solo in apparenza lontani.
Milano palcoscenico di relazioni e visioni
La serata ha avuto anche il tono di un grande appuntamento relazionale, con la presenza di esponenti del management Audi e Volkswagen Group Italia, designer, imprenditori, architetti, artisti e figure di primo piano della scena milanese. Da Vittoria Puccini a Carlo Capasa, da Marco Balich a Carlo Ratti, fino a Claudia Parzani e Norbert Niederkofler, l’Audi Night ha riunito mondi diversi sotto il segno di una stessa idea: la prestazione come forma di cultura, non solo di tecnica. A chiudere l’evento, un gala dinner ispirato alle suggestioni di “Origin”, tra luci, suoni e forme capaci di prolungare l’esperienza in una dimensione immersiva e collettiva.

