La recente visita in Italia del Principe ereditario dell’Iran Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo Shah, ha rappresentato un momento di grande intensità politica ed economica, segnando un ulteriore passo nel lavoro di costruzione di una rete di relazioni istituzionali e imprenditoriali tra Italia e alternativa democratica al regime iraniano. Un impegno portato avanti da anni anche grazie al contributo di Mariofilippo Brambilla di Carpiano, attivamente coinvolto a livello volontario nel rafforzamento dei rapporti con il sistema italiano.
La giornata di mercoledì 15 aprile si è aperta con una serie di incontri istituzionali al Senato della Repubblica. Il Principe ha dialogato con il Presidente della Commissione Esteri e Difesa Maurizio Gasparri, con la Capogruppo di Forza Italia Stefania Craxi, oltre ai senatori Raffaele Lombardo e Cinzia Pellegrino. Gli incontri hanno avuto al centro il tema della transizione politica in Iran e le prospettive di collaborazione futura.
Successivamente, alla Camera dei Deputati, il Principe è stato accolto dagli onorevoli Alessandro Ambrosi, Simonetta Matone e Roberto Bagnasco. Alla riunione hanno partecipato circa venti parlamentari provenienti da tutto il centrodestra e da una parte del centro, che hanno avanzato proposte e quesiti ai quali Pahlavi ha dedicato ampio spazio di risposta, evidenziando apertura e visione strategica.
La visita è proseguita con una colazione riservata sulla terrazza di Palazzo Orsini Taverna, ospiti della principessa Boncompagni Ludovisi, dove si sono svolti incontri diplomatici coperti dal massimo riserbo.
Un breve ma significativo passaggio televisivo ha visto il Principe ospite di Bruno Vespa a “Porta a Porta”, programma che ha registrato il 21% di share con circa 4 milioni di telespettatori, contribuendo a dare ampia visibilità al messaggio politico della visita.
La giornata romana si è conclusa con una cena alla “Caccia” organizzata dal marchese Lucifero, alla presenza di figure rilevanti tra cui Maurizio Molinari, il principe Massimo e rappresentanti di spicco dell’economia italiana.
Il giorno successivo si è tenuto un talk e una conferenza stampa al Centro Studi Americani insieme a Daniele Capezzone, direttore de Il Tempo, occasione in cui sono stati illustrati i principali obiettivi politici e il progetto di transizione per l’Iran.
In seguito, il Principe si è spostato a Milano, dove la visita ha assunto un taglio decisamente economico. Tra i momenti centrali, la presentazione dell’Iran Prosperity Project (IPP), un piano per la ricostruzione economica del Paese promosso da un gruppo di aziende in collaborazione internazionale.
Gli incontri sono proseguiti con delegazioni di imprenditori presso un ufficio in via Montenapoleone, oltre a riunioni con europarlamentari come Isabella Tovaglieri e Silvia Sardone, nonché ulteriori colloqui istituzionali al massimo livello di natura confidenziale.
“L’intera visita si inserisce in un lavoro di lungo periodo volto a sostenere il cambiamento di regime in Iran, con l’obiettivo della libertà del popolo iraniano e dell’avvio di un governo di transizione. Parallelamente, si punta alla realizzazione di un piano concreto di ricostruzione nazionale attraverso l’Iran Prosperity Project, con il coinvolgimento diretto anche del mondo dell'economia e delle imprese italiane.” Ha detto Mariofilippo Brambilla di Carpiano.
“Un segnale particolarmente significativo emerso dagli incontri milanesi è la disponibilità di diverse aziende italiane a destinare una parte dei futuri utili a un fondo trasparente per la ricostruzione dell’Iran, dimostrando un impegno concreto verso una nuova fase di relazioni economiche e diplomatiche tra i due Paesi.” Ha concluso.
La visita ha dunque evidenziato una chiara distinzione strategica: Roma come centro del dialogo politico e istituzionale, Milano come fulcro delle prospettive economiche. Un doppio binario che riflette la volontà di costruire basi solide per un futuro Iran libero e integrato nel contesto internazionale.

