Avrebbero falsificato gli orari nel referto sul trapianto di cuore del piccolo Domenico, il bimbo morto a Napoli per l'impianto di un cuore congelato. Il cardiochirurgo Guido Oppido e la seconda operatrice Emma Bergonzoni hanno «anteposto il loro interesse personale all'esigenza di accertamento della verità, pretesa dalla collettività e in primis dai genitori» del bambino. Lo scrive il gip del Tribunale di Napoli Mariano Sorrentino, che ha imposto l'interdizione dall'esercizio della professione medico-sanitaria per i due medici dell'ospedale Monaldi di Napoli (12 mesi per Oppido, 7 mesi per Bergonzoni).
«Il fatto che il giudice abbia applicato il massimo della durata prevista dal codice per questa misura cautelare ci rende fiduciosi sulla tenuta della misura stessa davanti al tribunale del Riesame» commenta il legale della famiglia di Domenico, Francesco Petruzzi.
Il gip ha disposto la misura interdittiva nei confronti di entrambi gli indagati per «impedire la perpetrazione di ulteriori illeciti della stessa specie». Bergonzoni, nota il giudice, «è tuttora in servizio all'ospedale
Monaldi ed effettua interventi chirurgici, come primo o secondo operatore, provvedendo alla redazione anche dei relativi referti». Oppido è stato cautelativamente sospeso a tempo indeterminato sulla base di provvedimento amministrativo.

