I 12 eroi lombardi a caccia di medaglie. Il bergamasco Epis è fuori dai Giochi

Scritto il 07/03/2026
da Chiara Campo

Para Ice Hockey, alle 17 sfida Italia-Usa In campo Andreoni, Stillitano e Radice

"Il mio sogno sportivo più grande? Vincere una medaglia in casa", in Italia. Giuseppe "Beppe" Romele, classe 1992, bergamasco di Lovere, ci prova non sulle montagne lombarde che sono davvero casa ma a Cortina, dove gareggia sia nello sci nordico che nel biathlon. È uno dei dodici eroi lombardi alle Paralimpiadi invernali 2026, quasi un terzo della squadra nazionale rappresentata da 45 atleti. La cerimonia di apertura all'Arena di Verona ieri sera ha dato ufficialmente il via ai Giochi. "Siamo pronti a bissare un altro successo - assicura il governatore Attilio Fontana -. E le Paralimpiadi sono, se possibile, ancora più importanti perché gli atleti arrivano a questo traguardo dopo un percorso di preparazione segnato da passione, sacrificio e costanza straordinari". Parlano le loro storie. Romele, nato con ipoplasia femorale bilaterale, ama "gli sport di fatica che richiedono grande resistenza", prima ancora dello sci ha giocato ad alti livelli nel nuoto arrivando a vincere il campionato italiano del 2006 nei 50 stile libero, poi ha sfiorato la qualificazione a Rio 2016 nella categoria biathlon. Scendono subito in campo oggi alle ore 17.05 all'Arena Santagiulia contro gli Usa i tre lombardi che fanno parte della squadra di Para Ice Hockey. Alessandro Andreoni, 29 anni, nato a Varese, è affetto da spina bifida. Da 16 anni gioca nella Polha Varese. Laureato in Design al Politecnico di Milano e iscritto a un master di Sda Bocconi e lavora anche nel team Brand e Look of the Games della Fondazione Milano Cortina. Sarà in campo Roberto Radice, milanese, 35 anni. Vittima di un grave incidente d'auto, i medici sono stati costretti ad amputargli la gamba sinistra ma non si perso d'animo. É alla quinta Paralimpiade, detesta "la scorrettezza, sul campo e fuori", è già "un sogno gareggiare nella città in cui sono nato" dice, ma è ovvio che punta al podio. A difendere la porta c'è Santino Stillitano, classe 1969, di Saronno. Affetto da agnesia alla gamba dalla nascita, è il decano del gruppo: ha partecipato già a quattro edizioni, Vancouver 2010, Sochi 2014, PyeongChang 2018 e Pechino 2022.

Davide Bendotti, nato a Colere nella bergamasca, ha trentuno anni e a 17 ha subito l'amputazione della gamba sinistra a causa di un incidente in cui è morto il suo migliore amico. Si è buttato a capofitto nello sport. Dopo mesi di riabilitazione si è avvicinato prima al nuoto e poi allo sci alpino che lo vede in gara a Cortina. "Per noi atleti italiani ci sarà maggiore pressione - ha ammesso -, ma aumenta anche lo stimolo di allenarsi sempre al meglio per poter raggiungere grandi risultati". Sci alpino anche per un altro lombardo, Federico Pelizzari, 26 anni. Nato a Lecco, a 12 anni lo scoppio di un petardo ha causato l'amputazione di tre dita e mezzo palmo della mano. Gareggiava fin da piccolo, per continuare si è fatto realizzare una protesi che gli consente di impugnare il bastoncino e non si è più fermato. É entrato nel mondo paralimpico nel 2021. Si direbbe amante anche dei dolci: sui social ha postato un video in cui agguanta in mensa al villaggio olimpico una porzione di tiramisù e scappa sulle note della Pantera Rosa. In gara nello sci di fondo Giuseppe Spatola, nato a Saronno nel 1982, alla prima partecipazione alle Paralimpiadi. Torna per la terza volta ai Giochi invece Cristian Toninelli, campione di sci alpino, nato a Lovere 38 anni fa e affetto da focomelia alla mano destra.

È partita male l'avventura dei due lombardi dello snowboard. Riccardo Cardani, nato a Cuggiono (Milano) nel '92, vittima a 17 anni di un grave incidente di motorino che gli è costato la paralisi del braccio destro, due giorni fa è caduto in allenamento. "Rassicuro tutti, sto bene, sono un po' dolorante ma ho la pelle dura e il casco mi ha salvato la vita" ha scritto sui social. Ieri, una brutta caduta durante le prove su pista a Cortina anche per Davide Epis, 20 anni, esordiente alle Paralimpiadi nel cross e Banked slalom di snowboard. Studente delle Belle Arti di Bergamo, anche lui ha dovuto affrontare l'amputazione al piede nel 2022 dopo uno scontro in moto. Era il 6 marzo, l'apertura dei Giochi ha coinciso esattamente con il giorno dell'incidente. Una data maledetta: si è fratturato un braccio, ha bisogno di un intervento e non potrà gareggiare.