“Speravamo che la legge sull’antisemitismo passata in Senato raccogliesse un più ampio consenso, perché non è una questione israeliana, ma soprattutto è nell’interesse del popolo italiano”. A dirlo è l’ambasciatore israeliano in Italia Jonathan Peled, nel corso di un’intervista rilasciata a Radio Libertà in cui spiega che “l’antisemitismo non finisce con gli ebrei, si estende anche altre minoranze e confessioni”.
“È una minaccia per la società italiana”, attacca Peled lasciando intendere che avrebbe preferito l’unanimità sulla legge sull’antisemitismo. L’ambasciatore israeliano, poi, è passato a parlare del conflitto nel Golfo e ha detto: “In Iran ci piacerebbe vedere un governo eletto democraticamente, che non opprima gli iraniani. È un paese antico e orgoglioso, confidiamo nel suo popolo”. Peled ha poi spiegato che il principale obiettivi di Israele, ora, è assicurarci che il regime teocratico degli Ayatollah “non ci minacci con i missili e con le organizzazioni terroristiche come Hamas e Hezbollah. E che - ha aggiunto - non abbia capacità nucleari, che lo renderebbero intoccabile”.
Per quanto riguarda il ruolo del nostro Paese nel conflitto, l’ambasciatore israeliano non ha dubbi: “Quel che l’Italia può fare per noi è quel che può fare per sé stessa, come anche l’Europa. Abbiamo un ottimo dialogo con i Paesi europei e l’Italia è un alleato consapevole delle minacce provenienti dalla Russia e dall’Iran. Il suo sostegno - ha concluso Peled - per noi è importante, anche riguardo la guerra condotta dagli Stati Uniti contro il regime”.