Emiliano consulente della Regione, la proposta di Decaro al Csm: un Co.co.co da 130mila euro

Scritto il 23/04/2026
da Francesco Curridori

In Puglia ancora polemiche sul ruolo da affidare all’ex governatore Michele Emiliano

Dopo tre risposte negative, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, ieri mattina, si è presentato di persona presso la sede del Consiglio superiore della magistratura per trovare una soluzione al “caso Emiliano”. Il governatore della Puglia ha spiegato il senso dell’incarico da consigliere giuridico che andrebbe a ricoprire il suo predecessore. Decaro, nel corso di un’audizione in terza commissione, la stessa che aveva respinto definitivamente le tre richieste precedenti arrivate a mezzo lettera, ha avanzato l’idea di un contratto da 130mila euro all’anno affinché Emiliano si occupi delle grandi crisi industriali, in particolare l’ex Ilva.

Decaro, come si legge sul Corriere del Mezzogiorno, ha ricordato che Emiliano negli ultimi 10 anni in qualità di presidente di Regione si è specializzato sul tema della decarbonizzazione e, quindi, potrebbe svolgere un ruolo importante in questo delicato momento di acquisizione da parte dei privati e di trattative con i ministeri competenti. Questa mattina è stata inviata al Cms la bozza del contratto studiata per Emiliano. Emiliano, dopo due mandati da sindaco di Bari, uno da assessore comunale a San Severo nel Foggiano e due da presidente della Puglia, spera così di restare in politica e non dover rientrare in magistratura.La Commissione ora dovrà decidere in tempi stretti altrimenti Emiliano entro il 27 aprile dovrà rispondere all’invito del Csm ad indicare le sedi dove svolgere il suo ruolo da pm o da giudice: Avellino, Benevento ma non è esclusa Roma.

Sul tema insorgono consiglieri regionali di Fratelli d'Italia: "Decaro ora basta. Ora siamo veramente all'accanimento terapeutico che smentisce nei fatti, oltre che nelle parole, il cavallo di battaglia di tutta la campagna elettorale: discontinuità”. Ma non solo. “Aver chiesto - sostengono i consiglieri meloniani - addirittura udienza al Csm, per cercare di convincere i componenti della terza Commissione a dare il via libera al predecessore Michele Emiliano è francamente deleterio per lui, per lo stesso ex presidente, ma per tutti i pugliesi che lo hanno votato per risolvere i loro problemi, a cominciare da quelli sulla Sanità e non per fare l'ufficio da collocamento a Emiliano, in modo da consentirgli, a spese dei pugliesi, almeno un anno di campagna elettorale senza dover lasciare la Puglia".

Da Fratelli d’Italia ricordano che quella dell’ex Ilva è “la vertenza occupazionale più importante per la Puglia” e “l'unica per la quale Decaro si sta spendendo su ordine del segretario del Pd, Elly Schlein". E ancora: "Senza contare che nelle mani dell'ex presidente finirebbe un dossier che ha visto lo stesso Emiliano protagonista in negativo nel decennio passato: noi non dimentichiamo quella accoglienza che riservò, nel novembre 2019 all'ad Lucia Morselli di Arcelor Mittal, sedendosi accanto in conferenza stampa e sostenendo: 'per la prima volta mi sono sentito a casa' ". I meloniani non hanno dubbi: “I conti interni a ogni partito devono essere regolati all'interno. Il Pd, a cominciare dalla Schlein, non può pensare - concludono da FdI - che il conto lo paghino materialmente i pugliesi”.