“La diffida di mio fratello Pietro contro il Governo Meloni è un'iniziativa sterile e isolata, non condivisa da altri. Il lavoro dell'Esecutivo con il Piano Mattei? Lo considero positivo e lodevole”. Risponde così al Giornale Rosangela Mattei, nipote del fondatore dell'ENI, a proposito della diffida inviata dal fratello Pietro a Palazzo Chigi per chiedere di non utilizzare più il nome dello zio per il ''Piano Mattei'', la strategia italiana di cooperazione con le Nazione africane.
Cosa ne pensa della diffida inviata al governo da suo fratello?
E' un'iniziativa isolata e sterile, non condivisa da altri. Io sono l'unica che si è interessata di mio zio Enrico, con la tomba a Matelica e il Museo. Mio fratello prende delle iniziative personali che non interessano a nessuno, primo perché non è conosciuto, secondo perché abita a Marrakech, e non è nemmeno venuto a visitare il museo. Di cosa stiamo parlando? Perché un conto è difendere la memoria di Mattei, cosa che ho fatto solo io, un'altra è tentare di ottenere un interesse personale.
La critica di suo fratello al Piano del governo, quindi, non la condivide?
No, assolutamente. Chi ha distrutto l'Italia non è Giorgia Meloni, ma sono stati quelli che l'hanno preceduta, che hanno svenduto tutto agli stranieri. Hanno fatto il contrario della politica che ha portato avanti Enrico Mattei. Stimo molto il lavoro fatto dal Governo, soprattutto dall'Ambasciatore Fabrizio Saggio, che coordina la Struttura di missione per l'attuazione del Piano. Mio fratello parte in quarta, ma non ne capisco il motivo, forse vorrebbe ottenere alcuni quadri dall'ENI. Ha fatto una critica ma senza elementi concreti in mano, in questo modo si fanno sono polemiche sterili.
Con quali conseguenze?
Viviamo in un Paese che dimentica, solo io ho la memoria di Mattei. Penso alla sua auto, che rappresenta un archivo storico. Una certa Lucia Nardi mi rispose che non era immaginabile una restituzione da parte dell'Eni dell'auto, perché la macchina non era di Mattei ma dell'ENI. Io gli ho risposto che invece era di mio zio, lo so perché io vivevo con lui: mi fece fare il varo della nave, mi manteneva in collegio, mi portava con lui al lago. Se non ci fossi stata io Mattei sarebbe andato a finire nel dimenticatoio della storia. Me lo ha confermato anche il presidente algerino, quando mi ha detto grazie per quello che ho fatto per il suo popolo. Per cui ben venga il Piano Mattei, sono pienamente d'accordo con quello che sta facendo Giorgia Meloni perché si tratta di un'azione positiva. A proposito delle iniziative per i 120 anni dalla nascita, mi piace ricordare quella che organizzeremo il prossimo 29 aprile a Matelica, con una visita al Museo Mattei e alla tomba.