La Cina si starebbe muovendo dietro le quinte per evitare il blocco totale delle proprie forniture di petrolio a causa della guerra in Iran. Pechino, che dipende in larga misura dalle risorse energetiche provenienti dal Golfo Persico, avrebbe avviato contatti diretti con Teheran per ottenere un corridoio sicuro per le proprie petroliere e per le navi che trasportano gas naturale liquefatto dalla regione mediorientale. I riflettori sono puntati sullo Stretto di Hormuz. I combattimenti nella regione stanno infatti riducendo drasticamente il traffico attraverso quello che è uno dei passaggi marittimi più strategici del pianeta.
La mossa della Cina
Secondo quanto riferito da Reuters, la Cina sarebbe impegnata in negoziati con l’Iran per garantire il passaggio sicuro di petroliere cariche di petrolio e di navi che trasportano gas naturale liquefatto qatariota.
Fonti diplomatiche citate dall’agenzia spiegano che Pechino, pur mantenendo rapporti relativamente cordiali con Teheran, non avrebbe gradito la decisione iraniana di paralizzare il traffico nello stretto in risposta all’offensiva militare statunitense e israeliana. I dati sul traffico marittimo mostrano già l’impatto della crisi: il numero di petroliere in transito è crollato da una media di circa 24 al giorno a solo quattro nei primi giorni del conflitto.
Circa 300 navi cisterna restano bloccate nell’area in attesa di capire se e quando potranno attraversare lo stretto in sicurezza. Alcuni segnali di movimento sono però arrivati nelle ultime ore: una petroliera chiamata Iron Maiden avrebbe attraversato lo stretto dopo aver cambiato il proprio segnale di identificazione in “proprietà cinese”.
Cosa succede nello Stretto di Hormuz
Bloomberg ha rilanciato la suddetta indiscrezione spiegando che la leadership cinese sta esercitando pressioni, pubbliche e soprattutto private, sull’Iran affinché garantisca la sicurezza della navigazione di Pechino nello Stretto di Hormuz.
Dal canto suo, durante una conferenza stampa a Pechino, la portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning, ha invitato tutte le parti coinvolte nel conflitto a cessare immediatamente le operazioni militari e a evitare un’escalation che possa mettere a rischio il traffico commerciale. Dietro le dichiarazioni ufficiali, però, ci sarebbero contatti più diretti con i vertici iraniani.
Secondo dirigenti del settore energetico citati ancora Bloomberg, funzionari cinesi avrebbero chiesto a Teheran di non colpire petroliere e navi di gas naturale liquefatto e di evitare attacchi a grandi hub energetici regionali, in particolare quelli del Qatar. Il timore principale riguarda proprio il gas: il gigante del Golfo fornisce circa il 30% del Gnl importato dalla Cina e qualsiasi interruzione prolungata delle esportazioni potrebbe avere effetti pesanti sul mercato globale dell’energia.