Con la crisi in Medio Oriente che spinge al rialzo i prezzi dell'energia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sceglie la linea della fermezza e della rassicurazione. La benzina ha superato di slancio quota 1,7 euro al litro in media nazionale self service, il gasolio ha sfondato gli 1,8 euro al litro. Ma il rifornimento servito in autostrada e in grandi città come Milano porta il gasolio a sfiorare e, in alcuni casi, superare i 2,5 euro. "Dobbiamo impedire che la speculazione faccia esplodere anche ingiustamente i prezzi dell'energia, i prezzi dei generi alimentari", ha affermato la presidente del Consiglio, indicando come priorità assoluta la tutela di famiglie e imprese. E ha aggiunto senza esitazioni. "Sono pronta anche a reagire aumentando le tasse ad aziende che eventualmente dovessero speculare per rimettere i proventi sul taglio delle bollette".
Le parole della premier arrivano mentre i mercati registrano nuove tensioni. Il prezzo del gas ha chiuso ieri ad Amsterdam a un passo da 51 euro al megawattora, con i contratti Ttf in rialzo del 4%. Anche il petrolio ha continuato la sua corsa, testando i massimi da giugno 2025. Numeri che riaccendono i timori di un effetto a catena sui costi di produzione e sui prezzi al consumo. Meloni ha sottolineato che il governo sta lavorando "incessantemente in queste ore" per evitare che la tensione internazionale si trasformi in un ulteriore aggravio per cittadini e imprese. "Faremo tutto quello che possiamo per non darla vinta alla speculazione", ha ribadito la premier.
Sul piano europeo, la presidente del Consiglio ha insistito sulla necessità di intervenire anche sulle regole del mercato elettrico. "Chiediamo da sempre di scorporare il costo degli Ets dalla determinazione del prezzo delle energie rinnovabili, e idroelettrico, solare, eccetera, per abbassare i costi. A maggior ragione penso che dobbiamo tornare a chiederlo con forza in questa fase di emergenza, di sospendere questo meccanismo", ha evidenziato aggiungendo che "ci sarà un Consiglio Ue tra meno di due settimane ed è una delle proposte che intendiamo portare". Dalla Camera, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha evidenziato che "il governo è pronto a intervenire anche sul fronte economico per mitigare l'impatto di questa crisi che purtroppo è già visibile".
Insieme alle agenzie per l'internazionalizzazione, ha rimarcato, si sta finalizzando un pacchetto di misure a sostegno delle imprese esportatrici colpite dalla crisi.Tajani ha richiamato l'attenzione sullo stretto di Hormuz, definendolo un punto di passaggio vitale per gli approvvigionamenti energetici globali, e osservando che si è registrato "un aumento dei prezzi al consumo a volte anche ingiustificato". Il rischio, ha proseguito, è che le conseguenze possano riflettersi "anche sul prezzo di molte materie prime e su quello di grano e cereali". Il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin (in foto) ha rassicurato sul fatto che l'Italia "è in sicurezza energetica, perché noi abbiamo una diversificazione di fornitori".
Dal Qatar arriva meno del 10% del gas naturale liquefatto e le forniture fino a marzo sono quasi tutte partite, per cui "al momento siamo abbastanza sul sicuro", pur ammettendo che un eventuale blocco totale da aprile "creerebbe sicuramente qualche problema". Pichetto ha ricordato che gli stoccaggi restano su livelli elevati, ma da aprile sarà necessario ricominciare a riempirli in vista del prossimo inverno. Quanto al decreto Bollette, il ministro ha precisato che se il rincaro del gas dovesse essere "non sporadico ma continuativo" il provvedimento "dovrebbe essere rivisto". Interpellato sulla possibilità di nuove misure, il ministro ha chiarito che bisogna capire "cosa succede rispetto ai prezzi, rispetto al Ttf essenzialmente".