Tutto pronto per il collocamento del Btp Italia Sì, il nuovo titolo di Stato italiano indicizzato all'inflazione. Ieri il ministero dell'Economia ha diffuso il dato sul rendimento annuo che è stato fissato all'1,60%. Si tratta, tuttavia, di un rendimento minimo garantito, perché le cedole semestrali saranno agganciate al tasso di inflazione nazionale (l'indice Foi dei prezzi al consumo per le famiglie, senza tabacchi). Ne consegue che l'investimento ha una schermatura all'aumento dei prezzi che garantisce un rendimento reale, anche se dovesse configurarsi uno scenario di deflazione.
Il collocamento partirà da lunedì e proseguirà fino a venerdì alle ore 13 salvo chiusura anticipata. Al termine dell'offerta il rendimento potrebbe anche essere rivisto al rialzo. Il nuovo titolo di Stato lanciato dal Mef durerà dal 23 giugno 2026 fino al 23 giugno
2031 (cinque anni). Per tutti coloro che conserveranno fino alla scadenza il Btp Italia Sì è previsto un premio fedeltà dello 0,6% sul capitale investito.
La sottoscrizione del Btp Italia Sì è riservata ai soli risparmiatori individuali e affini. Non saranno previsti tetti o riparti, quindi tutte le domande pervenute nel periodo di collocamento saranno interamente soddisfatte.
Questa emissione arriva in un momento di tensioni geopolitiche, appena dopo la decisione della Banca centrale europea di ritoccare al rialzo dello 0,25% i tassi d'interesse per affrontare la fiammata inflattiva. Anche in Italia, infatti, i rincari dei costi energetici hanno portato il caro-vita oltre il 3% a causa della guerra in Iran e della chiusura dello stretto di Hormuz. Ma anche se - come si auspica - dovesse arrivare a giorni un accordo per concludere le ostilità, le conseguenze di tre mesi e mezzo di conflitto e la distruzione della capacità produttiva di prodotti raffinati potrebbero mantenere i costi energetici a un livello più alto di quelli pre-guerra. La stessa Banca centrale europea, nelle sue previsioni sull'inflazione nei prossimi anni, prevede nello scenario mediano rincari che si attesteranno in media al 3% nel 2026, per scendere al 2,3% nel 2027 e al 2% nel 2028. Anche se
i prezzi potrebbero schizzare fino al 5,3% nello scenario più grave, che corrisponderebbe a una crisi prolungata in Medioriente.
Sul mercato le stime di raccolta per gli operatori dovrebbero essere nell'intorno dei dieci miliardi di euro. Ma anche in virtù dell'aumento del rating dell'Italia presso le principali agenzie di rating, associato a un rendimento alto per un titolo investment grade, spesso i collocamenti di titoli di Stato riservati ai piccoli risparmiatori hanno largamente battuto le attese. Per esempio, l'ultima emissione del Btp Valore avvenuta a marzo ha raccolto 16,2 miliardi di euro ed era un titolo della durata di sei anni. Un ammontare molto simile all'emissione precedente, della durata di 7 anni, è stato raggiunto a ottobre dell'anno scorso a quota 16,5 miliardi.
Il nuovo Btp Italia Sì sarà prenotabile nel periodo indicato per il collocamento in banca, posta e tramite home-banking. Come tutti i Btp, godrà di una tariffa agevolata sul rendimento al 12,5% su cedole e plusvalenze e sarà escluso dal calcolo dell'Isee fino a 50mila euro per nucleo familiare.