Uccise con la ricina, indagata un'amica di famiglia. Nuovo capitolo nelle indagini sul duplice omicidio di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia Sara Di Vita, 15 anni, avvelenate a dicembre da un misterioso assassino. La ragazza, molto vicina alla figlia maggiore Alice Di Vita, 19 anni, è accusata di favoreggiamento. Negli interrogatori ha sempre negato tensioni e dissapori fra moglie, marito e figlie. Affermazioni smentite dalle analisi sui cellulari sequestrati il 4 maggio.
La giovane, secondo la Procura, avrebbe ostacolato le indagini cercando di depistare gli investigatori convinti, invece, che qualcosa non andava nella famiglia di Pietracatella. Le chat confermano i sospetti su un'atmosfera a dir poco tesa fra i quattro. Analizzati i telefoni delle due vittime e di Alice, un tablet un pc e due modem. Gli interrogatori di parenti e amici continuano in attesa di un nuovo sopralluogo nell'abitazione sotto sequestro da cinque mesi e mezzo. Si attendono i risultati delle autopsie, che dovrebbero arrivare entro fine mese. Una storia agghiacciante consumata durante le feste di Natale. Antonella, moglie di Gianni Di Vita, commercialista ed ex sindaco del paesino in provincia di Campobasso, accusa i primi malori la vigilia di Natale. Vomito e forti dolori addominali. Stanno male anche il marito e la figlia piccola. Il giorno dopo i tre vanno al pronto soccorso ma vengono dimessi dopo poche ore con la diagnosi di intossicazione alimentare. Le loro condizioni peggiorano tanto che il 26 dicembre si fanno ricoverare nuovamente. Anche questa volta vengono dimessi dopo poco. Il 27 la situazione si aggrava: Sara viene portata per la terza volta in ospedale. Morirà il 28 dicembre in rianimazione. Viene ricoverata anche la madre, morirà dopo nemmeno 24 ore. Il marito viene trasportato allo Spallanzani di Roma e si salva. Cos'è accaduto? La risposta arriva tre mesi dopo dal centro antiveleni di Pavia: nel sangue di Antonella e Sara c'è della ricina. Assente nell'uomo. L'avvelenamento, secondo le prime ipotesi, sarebbe avvenuto la sera del 23 dicembre. A tavola sono solo in tre perché Alice è fuori casa. Quella sera in tavola ci sono cozze, insalata di verdure e salumi. Acquistati dove e da chi? Il commercialista non ricorda. La Procura di Larino apre due fascicoli, uno con cinque medici indagati per omicidio colposo, il secondo per duplice omicidio premeditato. I sospetti sono su Alice e il fatto che proprio la sua amica non abbia raccontato la verità aggraverebbe la sua posizione. Mistero sul fatto che sull'uomo, nonostante i sintomi, non sia stata trovata la sostanza killer. Una proteina vegetale letale che provoca sintomi simili a una "banale" gastroenterite. Su questo si basa la difesa dei medici che non si sono accorti dell'avvelenamento in corso. Entrata in circolo, la ricina impedisce alle cellule di funzionare facendo collassare tutti gli organi.