Famiglia nel bosco, Brambilla: "Violenza di Stato. Sistema da riformare"

Scritto il 22/04/2026
da Francesco Curridori

Alla Camera dei Deputati si è tenuta la conferenza stampa dal titolo 'Voglio tornare a casa. Il calvario della famiglia nel bosco', alla presenza dei coniugi Trevallion

"Ho voluto promuovere questo incontro per fare chiarezza a spero giustizia. Questa coppia sta vivendo un vero calvario". Lo ha detto la deputata Michela Vittoria Brambilla, presidente della Commissione infanzia, entrando alla Camera tenendo per mano Catherine Birmingham e Nathan Trevallion prima dell’inizio della conferenza stampa dal titolo 'Voglio tornare a casa. Il calvario della famiglia nel bosco'.

“Non mi darò pace finché questa vicenda, partita male e continuata peggio, non avrà soluzione”, ha assicurato Brambilla. La deputata non ha dubbi sulla sorte dei figli dei coniugi Trevallion: "Dovevano essere lasciati alla loro famiglia, perché oggi soffrono. In questa Italia moralizzatrice - ha aggiunto - si giudicano i comportamenti diversi con l'arroganza di chi troppo spesso contraddistingue chi deve prendere queste decisioni". Brambilla ha quindi chiesto di “riunire questa famiglia perché “è stato fatto un grande errore e non va continuato". E, dopo aver ricordato di aver già presentato una proposta di legge sul tema, ha ammonito: “Deve essere riformato il modo in cui i minori vengono tolti alle famiglie”.

Catherine Birmingham, visibilmente commossa con le lacrime agli occhi e la voce rotta, ha detto: "Siamo distrutti al pensiero che i nostri figli stiano soffrendo e di non poterli riportare a casa, al sicuro, per prenderci cura di loro e amarli". Secondo la donna, “questo è straziante, non solo come madre e moglie, ma per una persona che ha passato tutta la vita ad aiutare gli altri e che ora non puo' aiutare i propri figli". Per Birmingham non ci sono dubbi: “Questo è stato di gran lunga l'atto più crudele che abbia mai vissuto e visto fare ai bambini in tutta la mia vita".Nathan Trevallion, invece, ha letto un messaggio in inglese nel quale ha raccontato la sofferenza di questi mesi:"Non potete immaginare il dolore che abbiamo passato negli ultimi 5 mesi specialmente i bambini. Prima la separazione dalla loro casa e dal papà e poi la separazione dalla mamma. Hanno avuto stress, dolore, paura. La loro gioia è stata distrutta”. L’uomo ha, poi, concluso: “Mia moglie e io siamo uniti più di prima il nostro amore è più forte che mai: il nostro desiderio più grande è di essere ricongiunti, essere una famiglia come prima".

Presenti alla conferenza stampa anche la garante per l’Infanzia Marina Terragni e lo psichiatra, consulente di parte, Tonino Cantelmi. La prima ha rivelato:"Sono sommersa dalle richieste di aiuto, di casi davvero terribili. Questo sistema non funziona più, non possiamo andare avanti così: i bambini devono essere ascoltati, non possono essere prelevati come sacchi di patate dagli assistenti sociali, nessuna persona può essere privata della libertà personale, compresi i bambini. Ci siamo in qualche modo abituati a queste scene e dobbiamo disintossicarci". Il secondo, invece, sentenzia: "La prima parola che risuona nelle parole dei genitori è crudeltà, non lo possiamo ignorare. È un vissuto soggettivo, ma significativo. Crudeltà vuol dire screditare il racconto della madre, che non viene creduta ed è accusata di danneggiare i figli senza evidenze cliniche e scientifiche. Vengono espressi giudizi clinici da chi non ha le competenze per farlo".